La mia vita ha lasciato segni d’oro

Laboratorio di Kintsugi emotivo per dare valore alle proprie ferite e farne tesoro

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Chi ti accompagnerà in questo percorso

Sono Valentina Gagliardi, Psicologa e Psicoterapeuta ad indirizzo Analitico Transazionale, terapeuta EMDR e Psicologa del lavoro. Accanto all’attività clinica mi dedico alla formazione su temi legati alla genitorialità e all’educazione, conduco gruppi di mutuo aiuto per famiglie che affrontano percorsi complessi — adozione, disabilità, fragilità evolutive — e sono ideatrice di percorsi di craftfulness e laboratori creativo-emotivi ispirati al kintsugi moderno.

Questo laboratorio è il mio ikigai: il luogo in cui convergono passione, missione, professione e vocazione. È nato dall’incontro con il dolore — quello che ho incontrato come terapeuta, ma anche come donna, madre e amica. Per non esserne sopraffatta, ho scelto di trasformarlo: illuminare le crepe con la luce della speranza.

È il mio modo di abitare e accompagnare la crescita post-traumatica, e condividere con le persone un cammino in cui la fragilità diventa bellezza e possibilità.

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Cosa vivrai durante il laboratorio

Attraverso la pratica del kintsugi– l’antica tecnica giapponese che ripara gli oggetti valorizzandone le crepe – nella sua applicazione moderna ci si immerge in un laboratorio esperienziale che aiuta a riconoscere, accogliere e dare significato alle proprie ferite. È un invito a onorarle e, allo stesso tempo, a lasciare andare ciò che non serve più, proprio come una mongolfiera che si alleggerisce dei suoi pesi e riprende il volo.

Nel corso dell’esperienza si intrecciano mindfulness, craftfulness, riflessione e autoaccoglienza, aprendosi anche a quelle parti fragili che spesso ignoriamo e osservandole con uno sguardo nuovo e gentile. Ogni partecipante dà vita a un oggetto unico, simbolo di resilienza e bellezza ritrovata, e sperimenta in piena libertà un percorso che unisce creatività e introspezione.

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Le domande che molti si fanno all’inizio

Piccole risposte per iniziare il tuo percorso

Durante le 4 ore di laboratorio imparerai la tecnica del kintsugi moderno restaurando un oggetto in ceramica, sperimenterai alcune pratiche di mindfulness e di self compassion, potrai vivere momenti di ascolto di te stesso e di condivisione con gli altri. Ogni attività è proposta sempre nella massima libertà: nulla è obbligatorio, ognuno decide come partecipare secondo il proprio sentire.

No, il percorso non è terapia di gruppo né psicoterapia, anche se può avere effetti di riflessione profonda. È un’esperienza creativa ed emotiva che lascia piena libertà di scelta: la condivisione è sempre facoltativa, in un clima rispettoso.

Si, puoi certamente partecipare perché non sono richieste competenze artistiche o esperienze pregresse. L’unico requisito è il desiderio di esplorarsi con curiosità e gentilezza: tutte le tecniche saranno spiegate per chi parte da zero e ogni oggetto creato sarà irripetibile e prezioso proprio grazie alle mani e all’esperienza personale di chi lo realizza.

Il laboratorio è pensato per chiunque desideri prendersi una pausa creativa ed esplorare la propria interiorità, per chi ha curiosità di imparare il kintsugi moderno, chi ricerca benessere e mindfulness, chi vuole vivere un tempo di relax creativo e chiunque senta il bisogno di guardarsi con uno sguardo gentile.

La durata è di 4 ore, in una singola sessione. È possibile partecipare più volte: ogni edizione è diversa, come ogni oggetto restaurato.

Non è una terapia di gruppo, non è solo un corso di restauro ceramico, non è un luogo dove si sarà obbligati a condividere né a “guardare alle proprie ferite” se non si desidera. Ogni proposta è semplicemente un’occasione che ogni partecipante decide se, come e quanto vivere.

Non ci sono particolari controindicazioni, purché si partecipi nel rispetto della propria sensibilità. Chi attraversa momenti di particolare fragilità emotiva può scegliere di partecipare, ricordandosi che il laboratorio non sostituisce percorsi terapeutici o clinici.

Al termine della giornata ogni partecipante trova tra le mani un oggetto restaurato secondo la propria unicità: simbolo della bellezza che nasce dalle ferite. Il valore è sia concreto che metaforico: si esce con un nuovo senso di leggerezza, possibilità e consapevolezza.

Sì. Se preferisci vivere l’esperienza in un piccolo gruppo con amiche, amici o colleghi, puoi contattarmi: organizzo anche edizioni riservate e costruite su misura.

Certo. Su richiesta posso svolgere il laboratorio presso associazioni, scuole o altre realtà interessate. Sarà un piacere progettare insieme un’edizione adatta al contesto e alle esigenze del gruppo.

Un piccolo viaggio tra le edizioni passate

Edizione per l’Associazione Famiglie col4a1-a2, durante il loro 3° Raduno, rivolto a genitori e caregiver di bambini e ragazzi affetti da una mutazione genetica rara
Edizione per un gruppo scout, rivolto ad adolescenti
Edizione rivolta a psicologhe ed educatrici – la cura per chi si prende cura

Se ciò che hai letto ti ha incuriosito, sarò felice di accoglierti in una delle prossime edizioni.

Prossime Edizioni - Iscrizioni Aperte

Un pomeriggio per prenderti cura di te attraverso la pratica del kintsugi moderno.

Cosa faremo

A chi è rivolto

A chi desidera un tempo gentile per sé. Nessuna esperienza artistica richiesta.

Quota

120 € — materiali inclusi, l’oggetto rimarrà al partecipante.

La mia vita ha lasciato segni doro

Un’esperienza di gruppo per fermarsi, ascoltarsi e dare nuovo valore alle proprie ferite.

 

Come nell’antica arte giapponese del kintsugi, lavoreremo simbolicamente sulle nostre fratture interiori, trasformandole in segni preziosi di storia, forza e rinascita.

Quota

Quota di partecipazione promozionale di euro 95

La mia vita ha lasciato segni d’oro… e ogni foto ne racconta un frammento

Un assaggio dell’esperienza, attraverso i loro occhi

Piccoli racconti autentici di chi ha già iniziato il suo percorso

Riparare le ferite con “segni d’oro”

Un tavolo ben apparecchiato: per ciascuna una ciotola di sale con all’interno un piccolo vaso di ceramica. Poi scotch di carta, una matita, un pennello, una colla bifasica, stecche di legno, polvere dorata, perline. Una piccola lampada da tavolo per ognuna. Musica soffusa. Il laboratorio ha inizio. Sono sei le ragazze presenti, tutte adolescenti.

 

Ciascuna viene invitata a scrivere su un foglietto una ferita sperimentata. Non sarà condivisa. Verrà posizionata con una molletta su un pannello di mongolfiere. Quindi ognuna viene invitata a rompere il proprio vaso, recuperare le parti e numerarle con pezzetti di carta adesiva. Si prova a ricomporre il tutto, aiutandosi esternamente con lo scotch di carta. Si fotografa il vaso.

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